Stai cercando la recensione Iggy Pop Every Loser? Bene, sei nel posto giusto. Insieme analizzeremo il nuovo disco dell’eclettico artista statunitense per fornirvi tutti i dettagli dell’album.

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Recensione Iggy Pop Every Loser

recensione iggy pop every loser-2Iggy Pop

( in origine James Newell Osterberg Jr. ) rappresenta la storia del Punk e della sua evoluzione nel corso della storia della musica. 19 dischi in studio da solista, più generi rappresentati, una longevità a dir poco impressionante.

Nonostante l’età il suo pezzo forte sono però i Live, dove da sempre il 110% entusiasmando il pubblico grazie al petto nudo e suoi jeans di pelle neri. Chiamato anche l’Iguana, per la sua precedente avventura negli Iguans è riuscito a farsi ascoltare da 3 generazioni.

Analizziamo insieme Every Loser, la fatica numero 19 dell’artista americano e scopriamo se il ragazzaccio di Muskegon ha ancora qualcosa da gridare al mondo!

Si parte subito fortissimo con Freenzy, una piccola bomba carica di energia che ci fa capire la direzione del disco. Potenza, un pò di pazzia e tante schitarrate.

Più introspettiva la seconda traccia dell’album ma sicuramente tra le migliori dell’album. Interpretata in modo magistrale e con una voce deliziosa Iggy ci regala una Strung Out Johnny da antologia.

New Atlantis ci regala un viaggio dal sud dell’Alabama e a nord di Cuba. Una “passeggiata” romantica alla scoperta dell’amore.

Si torna a fare rock con Modern Day Ripoff, pezzo che risveglia la voglia di muoversi in modo compulsivo e scatenarsi allo sfinimento, anche grazie ad una base decisamente elettrizzante.

Ci si rilassa, forse troppo, con Morning Show, una ballata che fa riflettere sul tempo e la sua evoluzione. Una canzone da cui ci saremmo aspettati di più nonostante sia tra le più apprezzate dal pubblico.

Dopo l’interludio di The News for Andy arriva Neo Punk e la critica feroce al nuovo mondo del Punk. Sono un neo punk modello Gucci, Ho una Rolls-Royce personalizzata….sono un neo punk.

All the Way Down ci riporta all’Iggy Pop di un tempo con voce strozzata e piccole pazzie sonore che piaceranno agli storici dell’Iguana.

La traccia che abbiamo amato maggiormente dell’album è Comments. Una canzone che tenta di dare una risposta alla rabbia degli Haters da tastiera. Un basso stellare e una voce profonda riempiono le nostre orecchie di gioia.

Dopo il secondo interludio My Animus il disco Every Loser giunge alla fine con The Regency, la traccia più lunga dell’album. Maliconia e tristezza si mischiano alla voglia di rinascita. Degna conclusione di un grande album.

Iggy Pop Every Loser. Voto 9

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L’iguana torna con un album dai risvolti inaspettati e stupisce tutti, pubblico e critica, con un suono profondo ma al tempo stesso potente. La voce non sembra aver risentito degli anni trascorsi e le sonorità, rese più moderne, si adattano perfettamente all’evoluzione della sua musica. Every Loser è un disco che va ascoltato per ricordarci che si può invecchiare senza perdere il vizio di fare grandi album. Voto 9.

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